Oggi vorrei parlare di un tema che mi sta particolarmente a cuore: il greenwashing!

Prima di spiegare cos’è, è necessario distinguere la differenza tra un cosmetico naturale, biologico e tradizionale.

Il cosmetico eco-bio contiene solo ingredienti di origine biologica, ovvero ingredienti o di origine vegetale (si parla di estratti di piante coltivate senza l’uso di pesticidi, di oli puri spremuti a freddo non diluiti con paraffina o acqua, etc…) o componenti di origine sintetica ma approvate dagli enti certificatori in quanto non provocano danni alla pelle e all’ambiente, insomma attivi funzionali di alta qualità. Normalmente sono cosmetici che hanno almeno una certificazione che lo prova o, se molto low cost, la semplice etichetta mostra l’autenticità delle materie prime utilizzate.

Il cosmetico naturale o “erboristico” contiene sostanze funzionali di origine naturale (quindi estratti di piante, etc…) ma veicolati dalla chimica di sintesi classica, ergo non garantiscono il basso impatto ambientale e la completa sicurezza per la nostra pelle. Ciò è un vero peccato perché una crema che contiene karitè, jojoba, aloe (seppur non di qualità ma annacquati e non certificati “) ed è invece conservata con bht, edta e parabeni è un vero spreco!

La cosmesi tradizionale non si propone di mettere in alta concentrazione oli puri, estratti di piante o altri attivi funzionali di qualità di origine vegetale, bensì sostanze di chimica sintetica che risultino setose e piacevoli al tatto, come i siliconi; non sarà dunque difficile trovarvi all’interno PEG, petrolati, parabeni, SLES e formaldeide. E’ una cosmesi che punta sul packaging, sul marketing, sull’alta funzionalità del prodotto più che sulla formulazione.

Bene, ora che sappiamo a grandi linee cos’è un cosmetico eco-bio spieghiamo cos’è il greenwashing e perché è tanto dannoso.

Il green-marketing non fa altro che indurre consumatori in buona fede ad acquistare prodotti che pensano essere bio-compatibili; ciò porta poca credibilità a quelle poche aziende che sono davvero eco-bio e un vero e proprio lavaggio del cervello del consumatore grazie a un giro di false informazioni . Tante sono le case cosmetiche che si spacciano per biologiche, ma come fanno?

Evidenziano una singola caratteristica sulla quale portare l’attenzione sperando che non ci si soffermi su altro. Faccio un esempio: su una crema scrivono in grassetto “senza parabeni” o “senza siliconi” ma all’interno dell’etichetta presentano altre sostanze che non sono “verdi” e che sperano il consumatore non noti leggendo gli ingredienti. La singola caratteristica in evidenza può anche essere espressa in positivo oltre che in negativo, ad esempio:”a base di olio di argan”, fa presupporre che ci sia una grande quantità di quest’olio pregiato e invece spesso capita che il povero argan è all’ultimo posto in etichetta e dunque contenuto in dosi omeopatiche. Insomma, prese in giro su prese in giro…

Inseriscono diciture accattivanti come “bio”, “naturale”, “eco-friendly”, “cruelty free” sulle confezioni, tanto per legge si può praticamente scrivere ciò che si vuole; quello che fa la differenza sono gli INCI (l’elenco completo degli ingredienti realmente contenuti che purtroppo non tutti sono in grado di leggere) e le certificazioni ufficiali.

Ecco perché dobbiamo stare attenti, se abbiamo scelto uno stile di vita eco-compatibile, a ciò che acquistiamo, non lasciandoci conquistare da foglioline verdi confuse per “bio”, coniglietti rosa scambiati per “cruelty free”; puntano sulla nostra ignoranza e sulla nostra fiducia. Sarebbe bello se tutti i brand famosi non bio puntassero su un marketing pulito invece di spacciare i loro cosmetici per naturali insultando la nostra intelligenza…

Anche se non sappiamo leggere gli inci possiamo sempre ricorrere a diversi strumenti per venire a conoscenza della validità di un’azienda: possiamo leggere i database delle certificazioni ufficiali per il biologico, dove sono riportate tutte le aziende eco-bio e cruelty free (BDIH, CCPB, AIAB, COSMEBIO, ECOCERT, ICEA-LAV, NATRUE, VIVO, SUOLOESALUTE, VEGAN OK, BIO, BUAV…) e inoltre possiamo servirci del  biodizionario.it  per riconoscere la natura ogni singolo componente e la serietà di un prodotto.

certificazioni

 

 

Categories: make up

Leave a Reply